| Apparecchiature Laser |
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PREMESSA
Lutilizzo dei laser comporta a
seconda del tipo di sorgente usata, losservanza di alcune
norme operative per garantire sicurezza a tutto il personale
potenzialmente esposto.
Attualmente i laser sono stati divisi in
4 classi:
Classe I : laser sicuri; losservazione
diretta del fascio non risulta pericolosa.
Classe II : nellosservazione
diretta del fascio la protezione dellocchio è generalmente
assicurata dai riflessi di difesa (riflesso palpebrale); danni
possono essere provocati con deliberata e prolungata visione del
fascio o quando i riflessi sono compromessi.
Classe IIIA : losservazione
diretta del fascio con strumenti ottici è pericolosa (oculari,
microscopi, ecc.).
Classe IIIB : losservazione
diretta del fascio è sempre pericolosa.
Classe IV : è pericolosa losservazione
anche della radiazione diffusa da uno schermo. Possono causare
danni a carico della cute e possono essere causa dincendio.
E necessario evitare lesposizione dellocchio e
della pelle alla radiazione diretta o diffusa.
Nella tabella seguente sono indicate le
precauzioni generali che devono essere adottate nellutilizzo
delle sorgenti laser a seconda della classe di appartenenza:
| Laser di Classe I:
nessuna precauzione |
| Laser di Classe II: non
osservare direttamente il fascio laser |
| Laser di Classe III: non
fissare il fascio né ad occhio nudo né utilizzando
strumenti ottici |
| Laser di Classe IV:
evitare lesposizione dellocchio e della pelle
a radiazione diretta o diffusa; usare particolare cautela
in quanto probabile fonte di incendio. |
MISURE PREVENTIVE PER LIMPIEGO
DI SORGENTI LASER DI CLASSE 3B E 4
CARATTERISTICHE
AMBIENTALI
- La zona deve essere segnalata da
cartelli indicanti il segnale di pericolo di emissione
laser e la dicitura: pericolo radiazione laser.
- Allinterno della stanza deve
essere presente cartellonistica indicante: evitare
esposizione dellocchio e della pelle alle
radiazioni laser.
- L’ interruttore di accensione dello strumento deve essere collegato con un segnalatore luminoso posto all’esterno della stanza, che indichi quando il laser sta funzionando.
- Devono essere evitate le riflessioni
speculari involontarie (pareti, infissi, specchi, ecc.).
- Deve essere evitata la fuga di
radiazioni: la presenza di eventuali finestre deve essere
schermata o smerigliata o ricoperta da pellicole
rifrangenti.
- I tubi dei ventilatori od altri tubi
che trasportano gas devono essere ricoperti da pellicola
riflettente o in caso di necessità da garze o panni
bagnati.
- Deve essere previsto sistema di
aspirazione dei fumi derivanti dalla vaporizzazione dei
tessuti.
- Le pareti e gli armadi compresi i
tendaggi devono essere di tipo incombustibile od
autoestinguente.
- I locali devono essere possibilmente
ben illuminati allo scopo di favorire la miosi pupillare.
MISURE
TECNICHE
- Deve essere disponibile un
dispositivo di blocco (es. pulsante di emergenza)
facilmente accessibile tale da permettere larresto
di emissione laser per qualsiasi necessità.
- Comando a chiave: quando non in
funzione il laser deve essere protetto contro ogni uso
non autorizzato mediante luso della chiave sotto il
controllo del Responsabile dellapparecchiatura
laser.
- Gli strumenti devono essere muniti
di spia luminosa che ne indichi il funzionamento in atto.
- Deve essere disponibile presso la
sede di utilizzo il manuale di uso dellapparecchiatura
(in italiano).
- La superficie degli strumenti adoperati deve essere antiriflesso per evitare le riflessioni speculari del raggio.
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE
- Gli occhiali protettivi devono
essere usati da TUTTI i presenti nell'ambiene in cui il laser è in funzione durante l’utilizzo dell’apparecchiatura.
- I protettori oculari: gli occhiali
sono un dispositivo di protezione individuale (DPI) e devono essere a norma CE. Il
protettore oculare deve essere scelto tenendo conto delle
seguenti specifiche:
- lunghezza donda di
lavoro del sistema laser
- esposizione energetica o irradiamento massima permessa
- densità ottica del
protettore oculare alla lunghezza di emissione
del laser
- valori dellesposizione
energetica o irradiamento per i quali vengono
danneggiati
- necessità di utilizzare
lenti correttrici
- confortevolezza e
ventilazione
- degradazione o modifica
temporanea o permanente dei mezzi assorbenti
- solidità dei materiali (resistenza
agli urti)
- L’operatore deve utilizzarli sempre e con cura; egli deve evitare sempre e comunque l’esposizione dell’occhio al fascio diretto o riflesso specularmente, anche quando indossa gli occhiali, in quanto il loro grado di protezione potrebbe essere limitato dalla necessità di avere un'adeguata visione e, pertanto, l’occhiale potrebbe non riportare in classe 1 il sistema laser osservato.
- Il personale deve indossare
indumenti protettivi completi (maniche lunghe)
possibilmente resistenti al fuoco.
- In caso di attività manuali in
prossimità dellemettitore usare sottoguanti in
filo inumiditi per la protezione dalle ustioni.
INDICAZIONI
COMPORTAMENTALI
- Deve essere individuato allinterno
dellUnità operativa un Responsabile per lapparecchiatura
laser con compiti di organizzazione, controllo delle
misure di sicurezza.
- Per tutti gli operatori che lavorano
negli ambienti delimitati dalla cartellonistica di
pericolo da esposizione al laser, deve essere prevista
attività di formazione ed informazione.
- Il funzionamento del laser deve
avvenire solo in zona controllata.
- Laccesso alla zona delimitata
deve essere consentito solo alle persone autorizzate.
- Quando il laser è in funzione tutti devono indossare occhiali di protezione.
- Anche le ottiche degli endoscopi
devono essere provviste di filtro specifico.
- Sono da evitare le riflessioni non
controllate ed accidentali (non indossare orologi o
gioielli).
- Verificare che tutte le norme di comportamento siano rispettate.
- Avvisare il Responsabile di
eventuali pericoli o deterioramento dei Dispositivi di
Protezione.
- In caso di incidente comunicare al
Responsabile laccaduto.
- Quando non in uso il laser deve essere spento e la chiave di accensione rimossa.
- Le pulizie dei locali devono
avvenire a laser spento.
THIS PAGE REFERENCES:
© 2000 SPP - Università di Padova - Autori: Raffaele
Polato e Maria Letizia Gabriele
Ultima versione:luglio 2010
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