Apparecchiature Pericolose 

 

Contenuti della pagina

Introduzione

Apparecchi laser

Centrifughe

Autoclavi

Apparecchiature in vetro e vetreria

Omogenizzatori, "Stomaker", Sonicatori

Frigoriferi, Congelatori,  Contenitori per campioni in azoto liquido

Agitatori meccanici, rotanti, vibranti (vortex)

Strumenti automatici di analisi

Bagni termostatati, bagnomaria

Becchi Bunsen

Microscopi

Indicazioni per l'uso in sicurezza di azoto liquido

 

Introduzione

  1. Ogni apparecchiatura deve essere fornita delle istruzioni d'uso in italiano, facilmente accessibili.
  2. Schermare adeguatamente le apparecchiature in vetro che operano sotto vuoto o sotto pressione o con parti in movimento e comunque utilizzare gli occhiali protettivi, assicurandosi che la vetreria sia perfettamente integra al momento dell'utilizzo.
  3. Usare, quando possibile, riscaldatori elettrici piuttosto che fiamme libere. Qualora vengano usate fiamme libere, queste devono essere dotate di dispositivi di sicurezza.
  4. Utilizzare strumentazioni elettriche a norma.
  5. Utilizzare centrifughe che abbiano un dispositivo di sicurezza atto ad impedire l'apertura del coperchio durante il funzionamento e utilizzare solo rotori omologati dalla ditta costruttrice.
  6. Non usare prolunghe permanenti.
  7. Per potenze superiori a 1 kW è necessario utilizzare prese a norma CEE.
  8. Utilizzare idonei dispositivi di protezione individuali per l'esposizione alle basse temperature così come per l'utilizzo dell'azoto liquido.
  9. Detenere in laboratorio bombole solo se opportunamente ancorate al muro e solo per il tempo strettamente necessario.
  10. Le autoclavi devono essere soggette, in base alla normativa vigente, a collaudo al momento dell'installazione, ogni qualvolta vengano spostate da un laboratorio all'altro e dopo ogni intervento di manutenzione. Inoltre devono essere sottoposte annualmente a manutenzione ordinaria. E` opportuno che le autoclavi siano utilizzate solo da personale esperto e in possesso di adeguata formazione.
  11. Proteggersi dalle radiazioni UV con DPI adeguati. Le lampade con emissione di radiazioni a lunghezza d'onda inferiori a 320 nm devono essere schermate e il Responsabile deve informare della pericolosità della lampada tutti coloro che accedono al laboratorio. Utilizzare occhiali protettivi in situazioni di esposizione alla lampada.
  12. Proteggersi dagli apparecchi a ultrasuoni con DPI adeguati (cuffie). Tutti coloro che utilizzano tali apparecchi devono collocare tali strumenti in locali isolati e utilizzarli in assenza di persone e con la porta chiusa o chiuderli in box con isolamento in lana di vetro.
  13. L'accesso alla stanza dedicata alla strumentazione NMR è consentito solo agli utilizzatori dello strumento, i quali hanno l'obbligo di:
    1. accedere solo per eseguire esperimenti
    2. controllare periodicamente il buon funzionamento dello strumento e, in caso di guasti e/o anomalie, consultare il Responsabile.

 

Apparecchiature

Apparecchi laser: Clicca qui per aprire una pagina che tratta l'argomento.

Centrifughe: Clicca qui per aprire una pagina che tratta l'argomento.

Autoclavi: sono apparecchiature che, dotate di una camera a perfetta tenuta e resistente alla pressione, sfruttano la capacità di sterilizzazione del vapore acqueo saturo (umidità relativa 100%) a temperatura di 120-130°C. I materiali da sterilizzare devono essere termo-resistenti. Le camere delle autoclavi possono avere capacità diversa, in funzione della quale le autoclavi, costruite e collaudate a norma di legge, devono essere sottoposte a collaudo all'istallazione (I verifica) dall'ISPESL e a successive verifiche periodiche da parte delle Aziende USSL locali.

Il 1° Dicembre 2004 è entrato in vigore il nuovo Decreto Ministeriale n. 329/04 (Regolamento recante norme per la messa in servizio ed utilizzazione delle attrezzature a pressione) In base a questa normativa sono variate le disposizioni in merito alla riqualificazione periodica (ai sensi dell’art.11 del D.M. 329/2004)

Sono esclusi dall'obbligo della riqualificazione periodica:

a) i recipienti contenenti fluidi del gruppo 2, escluso il vapore d'acqua, che non sono soggetti a fenomeni di corrosione interna o esterna, purchè la pressione PS sia minore o uguale a 12 bar e il prodotto della pressione PS per il volume V non superi 12.000 bar/litro (ad esempio le autoclavi aria/acqua da 6 bar e capacità massima 2000 litri o i polmoni d’aria compressa aventi pressione massima di bollo 12 bar e capacità massima di 1000 litri);

b) i recipienti di volume non superiore a 1000 litri e con pressione PS minore o uguale a 30 bar, facenti parte di impianti frigoriferi in cui non siano inseriti recipienti di volume e pressione maggiori di quelle indicate alla lettera a);

c) i recipienti di vapore d'acqua autoproduttori per i quali il prodotto della pressione PS in bar per il volume in litri non superi 300 e la pressione PS non superi 10 bar;

d) i recipienti di vapore d'acqua non autoproduttori per i quali il prodotto della pressione PS in bar per il volume in litri non superi 400 e la pressione PS non superi 10 bar;

... omissis...


In laboratorio le autoclavi sono usate per la sterilizzazione di:

  1. - materiale infetto destinato al riutilizzo (pinze, vetreria, ecc.);
  2. - materiale e liquidi per preparazioni sterili (biologia molecolare, colture cellulari, ecc.);
  3. - rifiuti infetti.

Di norma si deve evitare di destinare la stessa autoclave alla sterilizzazione dei rifiuti e al materiale destinato all'utilizzo; comunque i tipi diversi di materiale non andranno mai caricati insieme. L'uso di autoclavi diverse da quelle usate per i rifiuti è tassativo nel caso di strumenti chirurgici o materiale destinati a venire in contatto con il personale o i pazienti.

Per una perfetta sterilizzazione e per limitare i rischi collegati all'uso di contenitori in pressione, è necessario, per garantire la protezione del personale dal rischio di infezioni, assicurarsi, attraverso metodi chimici, fisici e biologici (indicatori di sterilità), dell'efficacia del trattamento di sterilizzazione.

Nota Bene: usare sempre guanti di protezione contro il calore durante lo scarico delle autoclavi.

Clicca qui per consultare le Linee guida ISPESL

sull'attività di sterilizzazione quale protezione collettiva da agenti biologici per gli operatori nelle strutture sanitarie

Apparecchiature in vetro e vetreria: l'utilizzo di oggetti in vetro e di apparecchiature con parti in vetro per gli operatori può comportare tagli accidentali. Questo in un laboratorio biomedico, dove si manipolano materiali ed agenti biologici, può portare a serie conseguenze per le quali è necessario adottare le seguenti misure:

  1. - utilizzare se possibile materiale in plastica monouso;
  2. - evitare di utilizzare vetreria rotta o sbeccata;
  3. - manipolare con maggiore cautela la vetreria utilizzata più volte (vecchia); il vetro sottoposto ad agenti fisici quali: calore, UV, microonde, urti, ecc. perde di resistenza;
  4. - tutta la vetreria trovata fuori dalle aree di conservazione della vetreria pulita o non correttamente confezionata, va considerata usata e deve essere ricondizionata prima del riutilizzo;
  5. - se la vetreria da riutilizzare è stata utilizzata con materiale infetto o potenzialmente infetto occorre prima sterilizzarla, lavarla, e se occorre, risterilizzarla;
  6. - in caso di rottura di provette, beute ecc. di vetro contenenti campioni biologici infetti o potenzialmente infetti:

Durante queste operazioni indossare sempre i guanti.

Omogenizzatori, "Stomaker", Sonicatori:  l'utilizzo di questi apparecchi può dar luogo a formazioni di schizzi ed aerosol causati da una pressione prodotta all'interno dei contenitori. Per contenere questi rischi, particolarmente in presenza di materiale potenzialmente infettante per via aerea, occorre:

  1. utilizzare apparecchi progettati per l'uso in laboratorio;
  2. se possibile usarli in cappa di sicurezza biologica, sempre quando si tratta di materiale contaminato o potenzialmente contaminato con agenti biologici (D.Lgs. 81/2008, Titolo X)
  3. riempire ed aprire il contenitore in cappa di sicurezza biologica; attendere circa 10' prima di aprire il contenitore per permettere agli aerosol di depositarsi;
  4. verificare prima dell'uso le condizioni dei contenitori (bicchieri, sacchetti) e delle chiusure (tappi e coperchi), evitare l'uso di contenitori di vetro, e comunque accertarsi che non siano incrinati;
  5. evitare di riempire i contenitori oltre misura;
  6. indossare i guanti e utilizzare una protezione per il viso, camice monouso.

Nel caso di sonicatori l'utilizzatore dovrà indossare, in aggiunta, dispositivi individuali per protezione dell'udito (tappi, cuffie).

Frigoriferi, Congelatori,  Contenitori per campioni in azoto liquido: i frigoriferi, i congelatori, i contenitori per campioni in azoto liquido sono utilizzati in laboratorio per conservare campioni biologici, reagenti. Occorre osservare corrette procedure di installazione (lontano da fonti di calore, staccati dalle pareti) ed utilizzo (non aprirli di frequente e inutilmente, non conservare prodotti infiammabili in frigoriferi non idonei a contenerli). I contenitori devono essere adatti a sopportare le basse temperature richieste per la conservazione del materiale ed è necessario seguire alcune precauzioni:

  1. Evitare di riempire eccessivamente i contenitori destinati al congelamento.
  2. Tutti i contenitori conservati nei frigoriferi ecc. devono essere chiaramente etichettati.
  3. In aggiunta ai guanti per la protezione biologica, indossare i guanti di protezione da basse temperature per estrarre e manipolare i campioni conservati a -80°C e in azoto liquido per evitare ustioni da freddo.
  4. E' buona norma pulirli e scongelarli periodicamente, verificarne il buono stato del contenuto ed eliminare i contenitori rotti.
  5. Durante la pulizia si devono indossare guanti di gomma pesante ed utilizzare pinze per asportare frammenti di vetro o plastica.
  6. Dopo la pulizia procedere alla disinfezione delle superfici del frigorifero/congelatore.

Agitatori meccanici, rotanti, vibranti (vortex): Quando si utilizzano gli agitatori per agitare/mescolare un campione, prima di avviare l'apparecchio occorre verificare che:

  1. la velocità di rotazione, od in generale di movimento, sia adatta a non provocare schizzi o rotture dei contenitori;
  2. il contenitore del campione sia integro e sia possibile chiuderlo in modo ermetico e stabile per evitare schizzi;
  3. in caso sia necessario trattenere con le mani il contenitore o il coperchio assicurarsi di poter garantire una buona presa (contenitore e guanti ben asciutti e non unti);
  4. aprire i contenitori sotto cappa attendendo qualche minuto prima di sollevare il coperchio per permettere agli aerosol di depositarsi.

Indossare DPI durante le operazioni: guanti, protezione per il viso, camice monouso.

Strumenti automatici di analisi: gli strumenti automatici di analisi presentano diversi fattori di rischio; possono avere delle parti meccaniche in movimento che devono essere protette in modo da non provocare danni agli operatori o ai materiali posti nelle vicinanze.

  1. Le aree eventualmente interessate dal movimento automatico devono essere chiaramente segnalate.
  2. Le parti in tensione delle apparecchiature dovrebbero essere protette da schermi che non vanno mai rimossi. Qualsiasi intervento di manutenzione va fatto solo dopo aver disconnesso l'alimentazione elettrica.
  3. Particolare attenzione si deve porre nel caso in cui gli apparecchi siano dotati di pipette automatiche per il prelievo e la dispensazione dei campioni o di sistemi centrifughi per la miscelazione dei campioni con i reattivi; in entrambi i casi si può generare una dispersione fine di materiale nell'atmosfera circostante che può depositarsi sulle superfici dell'apparecchio.
  4. Può essere utile posizionare uno schermo di protezione.
  5. Occorre controllare e decontaminare le superfici dell'apparecchio, i portacampioni e l'area di lavoro circostante: indossare per questa operazione i guanti e cambiare con frequenza i mezzi utilizzati per la pulizia (garze e altro).
  6. Nel caso in cui i puntali delle pipette non siano monouso, agire per la pulizia e/o sostituzione con estrema cautela per evitare ferite accidentali.
  7. Alla fine delle sessioni di lavoro eseguire i cicli di pulizia indicati dal costruttore.
  8. I liquidi di scarico, raccolti in appositi contenitori direttamente collegati all'apparecchio, ed i rifiuti solidi, sono da considerarsi materiali potenzialmente infetti e devono essere eliminati secondo le procedure stabilite.
  9. Gli apparecchi che durante il loro funzionamento possono dar luogo a fumi o aerosol potenzialmente pericolosi (gascromatografi, analizzatori a fiamma, spettrofotometri ad assorbimento atomico) devono avere un sistema di aspirazione dedicato.
  10. Gli apparecchi e gli accessori smontati devono essere decontaminati prima di procedere a qualsiasi intervento di manutenzione e/o riparazione, specialmente se tali interventi saranno eseguiti da personale esterno del laboratorio. Se le caratteristiche costruttive lo permettono le parti smontate potranno essere sterilizzate.
  11. Nel caso non sia stato possibile eseguire le operazioni di decontaminazione segnalare in modo visibile il pericolo biologico.

Bagni termostatati, bagnomaria: sono apparecchi costituiti da vasche che possono contenere anche notevoli quantità di acqua che viene riscaldata da resistenze elettriche immerse, utilizzate per scopi diversi (inattivazione di sieri, incubazione di reazioni biochimiche, colture batteriche, ecc.).

  1. Per rendere omogenea la temperatura nella vasca è installato un sistema di ricircolo o agitazione dell'acqua, oppure può essere necessario un movimento controllato del materiale in incubazione; in ogni caso occorre verificare che non vengano prodotti schizzi o fuoriuscite accidentali.
  2. Sono da preferirsi bagni termostatati con coperchio inclinato che impedisce la caduta delle gocce di vapore condensato sui campioni in esame.
  3. Dopo l'apertura del bagno termostatato non appoggiare mai il coperchio in vicinanza di cavi, prese, apparecchi elettrici sotto tensione.
  4. Installare il bagno termostatato lontano da qualsiasi derivazione elettrica sotto tensione (prese, cavi, apparecchi).
  5. Riempire il bagno termostatato con acqua distillata, possibilmente con l'aggiunta di un antimuffa o antimicrobico.
  6. Sostituire l'acqua almeno 1 volta alla settimana e ogni volta che appare sporca o si contamina (es. rovesciamento di campioni di siero); lo scarto va trattato come rifiuto speciale. Periodicamente è necessario procedere a una pulizia approfondita del bagno, indossando i guanti.
  7. Evitare di immergere nell'acqua le mani nude.
  8. Verificare sempre, prima di procedere ad un'incubazione, la termoresistenza dei contenitori che si intendono impiegare; ciò permette di evitare la dispersione di materiale biologico potenzialmente infetto. Verificare anche le caratteristiche chimico fisiche della sostanza impiegata (punto di ebollizione, d'infiammabilità ecc.).

Becchi Bunsen: il becco Bunsen è un becco a gas che mediante la fiamma serve a riscaldare rapidamente recipienti e materiali sino a temperature di 700 - 800°C.

  1. Sono da usare i Bunsen dotati di termocoppia, che fermano l'erogazione del gas in assenza della fiamma. Il becco Bunsen deve essere tenuto pulito e la pulizia effettuata a secco.
  2. I tubi per il gas saranno a norma UNI-CIG, di diametro adeguato, fissati saldamente con fascette; tutti i tubi a norma riportano la data di scadenza entro la quale devono essere sostituiti.
  3. Usando i becchi Bunsen per risterilizzare anse o altri oggetti da microbiologia si possono formare aerosol potenzialmente infettanti; il fenomeno deve essere maggiormente considerato quando si sospetta la possibile presenza di agenti patogeni trasmissibili per via aerea. Tali operazioni andrebbero effettuate sotto cappa.

Microscopi: quando si utilizzano i microscopi per osservare microrganismi vivi (esame a fresco, ecc.) occorre osservare alcune regole di sicurezza:

  1. posizionare e rimuovere il vetrino utilizzando i guanti;
  2. pulire e disinfettare con una soluzione adatta (non corrosiva) le parti del microscopio eventualmente contaminate e l'area di lavoro;
  3. eliminare i vetrini nei contenitori per taglienti.

 

Indicazioni per l'uso in sicurezza di azoto liquido

Negli ambienti ospedalieri e nei laboratori universitari l'azoto è stoccato e utilizzato allo stato liquido e viene adoperato essenzialmente per usi criogenici. In tale condizione i rischi dovuti all'utilizzo dell'azoto liquido sono:

 

Rischi derivanti dall'utilizzo dell'azoto liquido

  1. Possibilità di formazione di atmosfere sotto ossigenate:
  2. Contatto con il liquido o vapori freddi dovuti a :

Misure preventive da attuare

  1. Di tipo ambientale:
  2. di tipo personale (Dispositivi di Protezione Individuali):


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© 2000 SPP- Università di Padova - Autori:
Maria Letizia Gabriele e Raffaele Polato
Ultima versione: luglio 2010
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