Agenti Cancerogeni e mutageni

Protezione da agenti cancerogeni e mutageni

In riferimento al Decreto Legislativo n. 81/2008, Titolo IX, Capo II, riguardante le attività lavorative nelle quali i lavoratori possono essere esposti ad agenti cancerogeni e mutageni si dispone che:

Tutte le lavorazioni con prodotti recanti la dicitura: "R45: può provocare il cancro", "R49: può provocare il cancro per inalazione"  oppure R46: mutageno, devono essere evitate, sostituendo detti prodotti con altri meno nocivi per la salute.

Art. 223 Valutazione del rischio

Il datore di lavoro, in caso di utilizzo di agenti cancerogeni, è tenuto ad effettuare una valutazione del rischio dell’esposizione dei lavoratori a tali agenti e ad integrare così il documento previsto ai sensi dell’art. 28, comma 2, del D.Lgs. 81 del 2008.

La valutazione dovrà tenere in considerazione:

  1. le caratteristiche delle lavorazioni che comportano utilizzo/manipolazione/stoccaggio di agenti cancerogeni (durata dell’esposizione, frequenza, quantità, concentrazione, caratteristiche dell’agente, ecc.)
  2. il numero dei lavoratori esposti agli agenti cancerogeni;
  3. il grado di esposizione confrontato con i limiti introdotti nell’allegato XXXVIII al D.Lgs 81 del 2008 o, laddove non presenti con quelli previsti dal TLW-TWA;

La valutazione dovrà essere aggiornata in caso di modifiche del processo produttivo e comunque ogni 3 anni.

Art. 235 Sostituzione e Riduzione

1. Il datore di lavoro evita o riduce l’utilizzazione di un agente cancerogeno o mutageno sul luogo di lavoro in particolare sostituendolo, se tecnicamente possibile, con una sostanza o un preparato o un procedimento che nelle condizioni in cui viene utilizzato non risulta nocivo o risulta meno nocivo per la salute e la sicurezza dei lavoratori.

2. Se non e' tecnicamente possibile sostituire l’agente cancerogeno o mutageno il datore di lavoro provvede affinché la produzione o l’utilizzazione dell’agente cancerogeno o mutageno avvenga in un sistema chiuso purché tecnicamente possibile.

3. Se il ricorso ad un sistema chiuso non e' tecnicamente possibile il datore di lavoro provvede affinché il livello di esposizione dei lavoratori sia ridotto al piu' basso valore tecnicamente possibile. L’esposizione non deve comunque superare il valore limite dell’agente stabilito nell’allegato XLIII.

Le sostanze R45, R49, R46 devono essere manipolate rigorosamente sotto cappa (classe A), indossando camice protettivo con maniche lunghe ed elastici a polsi e guanti protettivi (vinile o altro). Nel caso di particolari esigenze e per motivi eccezionali per cui devono essere eseguite operazioni fuori cappa (es: pesatura di precisione o in calma d'aria) devono essere utilizzati come mezzi di protezione individuale, camice completo con maniche lunghe ed elastici, maschera filtro FFP3S.

Le quantità di prodotto da utilizzare non dovrà essere superiore a quella necessaria.

Dovrà essere ridotto al minimo il numero dei lavoratori esposti.

L'operatore dovrà provvedere, dopo l'uso, alla sistematica pulizia dei locali, dei banchi da lavoro, delle attrezzature.

In caso di esposizione non prevedibile, si raccomanda di abbandonare immediatamente l'area interessata ed avvertire il Responsabile.

Nei laboratori ove non sono installate cappe aspiranti idonee, cioè rispondenti alla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro, è fatto assoluto divieto di uso di detti prodotti.

Ogni volta che un operatore utilizza una sostanza cancerogena o mutagena deve effettuare con cura la compilazione dell'apposito quaderno di esposizione del lavoratore ad agenti cancerogeni e mutageni (vedi facsimile) fornito dall'Ateneo, seguendo attentamente tutte le istruzioni.

E' inoltre necessaria la registrazione di tutti gli operatori che manipolano tali sostanze (sia personale strutturato che non strutturato) compilando le schede individuali (vedi facsimile) allegate al registro.

Durante le esercitazioni didattiche gli studenti non possono manipolare sostanze cancerogene e mutagene (frasi di rischio R45, R46, R49), in quanto non sono sottoposti a sorveglianza sanitaria. Per protocolli nei quali tali sostanze non possono essere in nessun modo sostituite, la manipolazione deve essere fatta esclusivamente dal docente, che deve anche assicurarsi che lo studente non venga in nessun modo a contatto con la sostanza.

Gli studenti di lauree triennali, che frequentano per la tesi di laurea i laboratori chimici e biologici del Vallisneri, non possono manipolare sostanze cancerogene e mutagene.

Si ricorda che la trasgressione delle norme di sicurezza del lavoro comporta sanzioni civili e penali.

 

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© 2000 SPP - Università di Padova - Autori:
Maria Letizia Gabriele e Raffele Polato
Ultima versione: luglio 2010
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