Ricerche limnologiche sul Lago di GardaIl Garda (o Benaco, dall'antico nome latino) è il più esteso (368 km2) e il più grande (49 km3) lago italiano. Da solo questo lago rappresenta oltre il 30% del volume di acqua dolce raccolto nei bacini naturali e artificiali italiani. Situato in una delle aree più densamente popolate e produttive d'Italia il Garda, oltre ad essere luogo di rinomato interesse turistico, costituisce una importante risorsa per la pesca e l'approvvigionamento di acqua per scopi potabili e irrigui. La protezione e la gestione di questa importante risorsa naturale ed economica richiede un attento e qualificato studio delle caratteristiche chimiche, fisiche e biologiche delle sue acque. Ricerche di questo tipo rientrano nel campo della limnologia, la scienza che si occupa dello studio dei laghi.
Attualmente il Lago di Garda è oggetto di una intensa attività di monitoraggio e ricerca limnologica condotta dal Dipartimento di Biologia dell'Università di Padova in collaborazione con l'ARPAV (Agenzia Regionale per la Prevenzione e Protezione Ambientale del Veneto) - Dipartimento Provinciale di Verona. Le ricerche, iniziate alla fine degli anni '80, hanno permesso di documentare in dettaglio l'evoluzione recente della qualità delle acque in due stazioni rappresentative dell'alto lago e del bacino di Peschiera.
Le condizioni di salute attuali del Lago di Garda possono essere considerate ancora soddisfacenti, specialmente se confrontate con quelle riscontrate in altri grandi laghi sudalpini, in particolare Lugano ed Iseo, i quali hanno mostrato un rapido e significativo deterioramento delle caratteristiche qualitative ed estetiche delle loro acque. Tuttavia, nel corso delle ricerche svolte negli anni '90 sono stati osservati alcuni segnali indicanti un peggioramento delle condizioni del Garda. I motivi alla base di questo deterioramento sono dovuti ad un insufficiente contenimento dei carichi inquinanti gravanti sul lago.